Juve Lippi: Prima aveva Pogba, Vidal e Pirlo, adesso Lemina e Sturaro

Intervenuto ai microfoni di ‘Radio Uno’ per esprimere il suo commento sulla 14^giornata di Serie A,

TORINO - Marcello Lippi non ha usato giri di parole per commentare la terza sconfitta stagionale in campionato della Juventus. Una Juve con Higuain e Pjanic, ma senza il centrocampo che giocò la finale di Champions League nel 2014: "L’inserimento di grandi campioni non è naturale. Bisogna conoscersi e ambientarsi. Poi, è andato via un calciatore molto importante come Pogba. Due anni fa il centrocampo era Pirlo-Vidal-Pogba, l’anno scorso giocavano spesso Lemina e Sturaro, con tutto il rispetto per loro. Senza Champions per dedicarsi completamente al campionato? I calciatori della Juventus sono abituati da sempre a lottare per tutte le più grande competizioni. Avere i mercoledì liberi senza giocare la Champions, quello sarebbe il dramma per la Juventus"

ATALANTA NUOVO LEICESTER - «Sto vivendo con grande entusiasmo e soddisfazione i successi dei bergamaschi in Serie A. Sono contento perchè molto legato al presidente Percassi e al tecnico Gasperini. A Bergamo c'è un clima familiare e c'è tanta competenza. Atalanta nuovo Leicester? Certo è molto difficile, ma perchè no. Queste cose accadono, vediamo come sta andando in Germania dove al comando della classifica c'è il Lipsia».


«JUVE, DEVI LAVORARE» - «Ancora tanto lavoro da fare» per i tecnici di Juventus, Roma e Napoli per assestare le loro squadre: è questo il parere di Marcello Lippi, l'ex ct azzurro campione del mondo. Promosso a pieni voti invece il Milan di Montella. «Questa squadra mi piaceva già l'anno scorso e mi piace, intravvedevo la voglia di fare un gruppo con tanti italiani, e un grande senso di appartenenza, piena di giovani interessantissimi. Si vede poi la mano felice e creativa di Montella». «Ho la sensazione - ha detto l'attuale tecnico della Nazionale cinese - che Allegri, Spalletti e Sarri abbiano ancora un po' da fare per aggiustare le cose e i meccanismi delle loro squadre, per oliare sia gli aspetti tattici che quelli psicologici. Chi ha più motivi per recriminare però è Sarri che si è visto privato del più grande centravanti del mondo, Higuain, e con il sostituto Milik subito infortunato».