Moggi: La mia Juve era di un’altra categoria..

Luciano Moggi, ex direttore generale della Juventus, intervenuto ai microfoni di ItaliaCalcio24, ha evidenziato che la finale di Supercoppa Italiana è stata vinta meritatamente dal Milan. I bianconeri con questa squadra non possono permettersi il tridente perché hanno un centrocampo difensivo e lo si è visto proprio nella finale, dove gli attaccanti non avevano rifornimenti. La Juventus, secondo il giornalista, non è un grado di competere in Champions League, mentre in Italia rimane la padrona del campionato. Questa squadra è più adatta alle corse a tappa, più tosto che alle classiche. Di seguito le sue dichiarazioni:

Il Milan ha trionfato a Doha, pareggiando e poi battendo i bianconeri dagli undici metri. Cosa pensa del match?

“È stata una partita bellissima, la Juventus, contrariamente ai pronostici, non è riuscita ad essere superiore e il Milan ha meritato di vincere la Supercoppa. Poi certo, si è andati alla lotteria dei rigori, ma il Milan ha vinto con merito, malgrado fosse sfavorito”.

Abbiamo visto Dybala, Mandzukic ed Higuain in campo contemporaneamente. Una sorta dello storico tridente Del Piero, Ravanelli, Vialli.

“Quella era un’altra Juventus. Il centrocampo era più forte, proteggeva bene e creava molto. La Juventus di oggi, come ha evidenziato Doha, ha un centrocampo molto più difensivo: hanno badato a contenere, senza offendere, lasciando di fatto gli attaccanti senza rifornimenti. Il Milan è avanzato, Suso e Bonaventura hanno preso campo ed hanno trovato il gol. L’infortunio di Sturaro è stato decisivo: senza di lui, Suso è stato più libero perché Lemina ed Evra non lo hanno bloccato”.

Alla luce dei problemi in mediana, prendere Higuain e vendere Pogba è stata una mossa intelligente?

“Prendere Higuain è stata una mossa intelligente, senza dubbio! Vendere Pogba a quella cifra era un dovere”.

Esaminando quanto fatto fin’ora, meglio questa Juventus o la sua Juventus?

“La mia Juventus era di un’altra categoria! Quando non giocava Ibrahimovic giocava Trezeguet, c’era Viera, c’era Cannavaro, c’era Buffon. Erano tantissimi campioni, che sono diventati campionissimi. Questa è una buona Juve, che però ha dato l’impressione di essere più adatta alle corse a tappe che non ad una Milano-Sanremo”.

In questi giorni si sta parlando tanto dei prossimi acquisti della Juventus: Bentancur, Witsel. Cosa serve ai bianconeri?

“Per vincere il campionato, non serve nulla. Per la Champions, invece, non servono né Bentancur né Witsel. Il primo è un giovane, Witsel è discreto ma nulla di più. La Juventus, così com’è, può vincere il campionato alla grande, ma per la Champions ci sono problemi. Questo perché non ci sono giocatori a centrocampo in grado di migliorare la Juventus. In campionato non ci sono problemi, ma non credo si possano fare grandi cose in campo internazionale”.

Quindi la corsa per lo scudetto è già conclusa?

“Sì, secondo me sì”.

Un pronostico sulle prime tre?

“Difficile da dire. La Juventus vola e vince, ma le altre si fermano spesso. La Lazio, per esempio, batte alla grande la Fiorentina e poi va a Milano a prenderne tre dall’Inter. La Roma ha vinto contro il Chievo, ma ha perso proprio contro la Juventus. Il Napoli ne fa cinque al Torino, si parla di anti-Juve, poi va a Firenze e pareggia, anche in modo stentato, perdendo punti. Questa situazione, ovviamente, è un vantaggio per la Juventus, che recuperando il match con il Crotone allungherà ancora di più. In pratica, la Juve vince il campionato, mentre le altre si contendono gli altri posti”.

E per quanto riguarda la lotta alla retrocessione?

“Un’altra situazione complessa. Il Palermo, pareggiando, si ritrova in una posizione complessa, insieme al Pescara e allo stesso Crotone. L’Empoli è stato sfortunato a Bergamo, ma se il Palermo avesse vinto col Pescara avrebbe ridotto lo svantaggio. Sarà interessante il match tra Empoli e Palermo”.

La storica quota di 40 punti della zona salvezza si è vertiginosamente abbassata, lei crede sia necessario diminuire il numero di squadre nel campionato?

“Sì, la quota si è abbassata perché queste squadre non vincono mai, al massimo pareggiano. E’ probabile che con 25 punti ci si può salvare, ormai. Bisogna assolutamente diminuire le squadre iscritte in Serie A, perché ci sono diverse formazioni che non meritano di stare nella massima divisione”.