Moggi:Higuain? Dovrebbe giocare sempre, anche se febbricitante, e specialmente in questo momento per restituirgli le certezze che sembra aver perso.

Luciano Moggi, ex direttore generale della Juventus, nel suo editoriale per il quotidiano Libero, fa il punto sul momento che sta attraversando la Juventus. La cocente sconfitta rimediata contro il Genoa deve far riflettere sia i giocatori che devono tornare con i piedi per terra sia l’allenatore che lo staff medico e i preparatori atletici. Se la difesa cade a pezzi qualche domanda se la dovranno porre i preparatori atletici, infatti dopo ogni infortunio muscolare sembra che ci sia anche la ricaduta. Massimiliano Allegri poi sembra che non abbia capito come gestire i grandi campioni della sua rosa. Secondo il giornalista, Gonzalo Higuain deve giocare sempre anche febbricitante, mentre Dani Alves deve essere impiegato in un ruolo bene definito e non cambiare tre volte posizione a partita in corso e non si può impiegare Hernanes quando c’è Pjanic che passeggia. L’unica giustificazione per Allegri è l’assenza di Paulo Dybala che ha minato gli equilibri della squadra. Di seguito l’editoriale del giornalista: “(….) una lezione agli juventini per tornare con i piedi per terra – spiega l’ex dg bianconero -. I bianconeri hanno perso giocan- do male come spesso è successo dall’inizio di questo campionato. Devono adesso capitalizzare riflettendo, Allegri compreso, sui motivi di una sconfitta senza attenuanti. Assieme a loro però deve farsi l’esame tutto lo staff medico, i preparatori, soprattutto quelli incaricati del recupero degli infortunati: troppi i guai muscolari. Proprio per questo motivo è venuto a mancare il reparto difensivo, la vera forza della squadra. Senza Dybala, infortunato di lungo corso, è andato in confusione anche il centrocampo e in avanti c’è più difficoltà a segnare. L’argentino oltre a saper conquista- re il pallone lo sa smistare, è un maestro nel saltare l’avversario, sa creare spazi d’inserimento agli attaccanti e tira come pochi: insomma, tutto gira intorno a lui. Ovviamente quando vengono a mancare per tanto tempo i cardini nei vari reparti saltano di conseguenza anche i piani dell’allenatore. Sicuramente un alibi per Allegri che in questa circostanza riteniamo abbia però le sue colpe quanto alla scelta dei giocatori da mandare in campo. Non si può infatti inserire Hernanes in un centrocampo dove Pjanic calcia bene le punizioni, ma sembra giocare in pantofole e Khedira è sempre preso in mezzo specialmente quando l’avversario corre come ha fatto il Genoa (…). E Higuain? Dovrebbe giocare sempre, anche se febbricitante, e specialmente in questo momento per restituirgli le certezze che sembra aver perso. Conoscendo il carattere ondivago dei sudamericani sarà bene che Allegri si vesta anche da psicologo, solo così si potrà rivedere in campo l’attaccante dei 36 gol con Sarri e non quello visto l’anno prima con Benitez. A Dani Alves deve dare un ruolo, non può metterlo in tre ruoli diversi nella stessa partita, che non sappia difendere già lo sapevamo; la stessa cosa vale per Cuadrado, in totale confusione per essere impiegato in mille maniere. Molto più difficile il compito su Lichtsteiner, il «leva e metti» gli ha levato certezze indispensabili per rendere al meglio. Il compito di un allena- tore è quello di «compattare il gruppo»: la Juve ha bisogno di essere «compattata». Può capitare di perdere una partita, importante non perdere la testa, il fatto che faccia notizia la sconfitta significa che la Juve perde rara- mente ed è tuttora prima in solitudine nel campionato. Domanda: può ancora la Signora essere considerata la netta favorita? La risposta la danno gli avversari: la Roma stenta, il Milan tra le pretendenti alle posizioni Champions ha attacco e difesa peggiori (25 gol fatti, 18 presi). Da citare invece l’Atalanta: le sue ambizioni passano dalla gara con la Juve di sabato (…)”.