Sacchi:Basta criticare Lasciate lavorare Allegri e vedrete che la Juve ritornerà grande

Arrigo Sacchi, ex allenatore del Milan e della Nazionale italiana, nel suo editoriale per La Gazzetta dello sport, ha fatto il punto sulla Juventus e sulle scelte di Massimiliano Allegri. Secondo l’opinionista, il tecnico bianconero è prudente ma ha dimostrato che nel tempo le sue scelte hanno dato risultati positivi e a chi vorrebbe una Juve più offensiva lui risponde che la squadra interpreta l’idea del calcio italiano e come tale si affida più che altro alla fase difensiva. Se si lascerà lavorare tranquillamente lavorare Allegri la squadra tornerà ad essere protagonista. Ecco quanto scritto dall’opinionista Di Premium: “La tifoseria juventina è in subbuglio: do po aver sognato tutta l’estate non si aspettava un inizio così incerto. Una parte della critica, quella più ondivaga e cultrice solo del risultato, già dopo la partita non vinta col Siviglia aveva indicato nelle scelte di Allegri, e specificatamente nella mancanza di Pjanic, la causa principale delle difficoltà. I medesimi molto probabilmente avrebbero scritto e parlato di scelte oculate e tattica perfetta se gli juventini avessero sfruttato meglio le occasioni avute. Adesso dopo la sconfitta con l’Inter non si parla piedi Pjanic, ma della ritardata utilizzazione del grande Higuain. La soluzione di ogni problema per loro è sempre il singolo come se si parlasse e si trattasse di uno sport individuale.

Altri chiedono che la Juve giochi un calcio più propositivo e da protagonista. Max è un allenatore prudente e paziente, però vincente, in questi anni ha dimostrato un cuore tattico fuori dal comune, vive con i giocatori e difficilmente sbaglia le scelte. Indubbiamente è un grande allenatore con il suo stile: è un interprete pragmatico e straordinario. La sua visione del calcio è come la nostra storia, fatta di prudenza è attesa per aspettare il momento opportuno, non vuole essere dominus e tantomeno il padrone del campo e del pallone, preferisce lasciare la palla all’avversario confidando prevalentemente nell’organizzazione difensiva, nelle ripartenze e nelle capacità e fantasie dei singoli. Max è la società hanno oggi il problema di fare acquisire ai nuovi la mentalità e il carattere juventino, foriero di tanti successi. La presunzione e l’individualismo non sono propedeutici per un buon futuro e allora può succedere che subentrino disattenzione e superficialità. Pertanto lasciate lavorare Max, lo merita, ha dimostrato capacità e idee chiare e vedrete che la squadra saprà presto ritornare grande protagonista. Credo inoltre che sia meglio avere problemi in settembre che a Maggio.

Ma di incredibile al Meazza c’è stata anche l’Inter di De Boer che, deludente e bistrattata, in tre giorni ha cambiato faccia. Come è possibile? Nel calcio come nella vita la motivazione è analoga alla benzina per un’automobile: senza benzina neanche una Ferrari parte. Il problema sorge quando la motivazione massimale là si raggiunge grazie al prestigio dell’avversario che si affronta. L’Inter di De Boer ha praticato un football propositivo e collettivo. Tutti hanno dato il massimo, anche quelli meno convincenti come Santon e D’Ambrosio. C’erano alla base carica agonistica e uno spirito di squadra non sempre ammirati in passato. De Boer viene da un calcio che ha fatto della bellezza e del protagonismo delle ragioni di vita, domenica si è ammirata una squadra che cercava d’interpretarlo in modo positivo e fantasioso. Così è stato, con prestazioni superlative da parte di Icardi (forse deve stare meno lontano dalla palla per facilitare i suoi attacchi mirati) comunque uno straordinario giocatore; bravi i difensori centrali, autoritari e attentissimi, così come il generoso e tattico Medel. Joao Mario e Banega con i loro piedi buoni hanno dato qualità e un notevole apporto è giunto anche dagli esterni Eder, Candreva e Perisic. Pertanto complimenti all’Inter e al suo tecnico, ora occorre dare continuità, credo che tutti abbiano compreso che il problema principale sarà la motivazione è la professionalità delle persone nella ricerca dell’eccellenza. Se così non sarà, appuntamento la ritorno di Juve-Inter. Buon Lavoro”.